Il ministro e lo ius soli

Mi auguro che la proposta definitiva intorno all’oscena vicenda dei diritti dei migranti continuamente negati in Italia, salve le pubbliche lacrime coccodrillesche a ogni tragedia, non sia quella del ministro Mario Mauro, ardito ideatore di soluzioni da nostalgico di epopee coloniali, oltre che di mai abbastasmza contrastate i implementazioni di spese militari. Così arditamente il ministro della Difesa propone che il chiarissimo principio dello ius soli sia sostituito dall’oscuro – o xenofobicamente troppo chiaro – ius culturae e ai migranti venga offerta la grande occasione del servizio militare extra cittadinanza come accesso futuribile alla medesima. Reclutamento straordinario di nuovi ascari, viene da dire, visto che non siamo gli Usa ma l’Italia con la sua storia africana e ogni Paese abbia in conto i suoi debiti verso l'”Altro”. Ascari dunque, messi in riga con una speciale forma di nuova leva all’uopo obbligatoria, visto che l’esercito professionale, in auge da un bel po’ di anni, l’ha abolita. Invece per i migranti diventerebbe il passaggio obbligato. Pensate un po’. E le migranti? Lo ius culturae immaginato dal ministro prevede che si debbano adeguare agli standard culturali italiani. che prevedono l’accesso delle donne al servizio militare? Oppure le escludiamo dal diritto alla cittadinanza’? Il ministro Mauro ha questa specialità: ogni volta che parla fa capire proprio bene l’indecente guazzabuglio culturale di cui è formato e pervaso il governo in carica. Di cui fa parte che nessuno del medesimo governo, a cominciare dal silentissimo premier, gli dica niente, altrimenti le fibrillazione esplodono e la stabilità vacilla. Appunto.

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