Emendamento al documento congressuale “Manifesto per la rifondazione”

Capitolo 1d: Il vuoto a sinistra. Ultimo capoverso: “Per tutte queste ragioni, le difficoltà del “veltronismo” (che è ben altro e va oltre la leadership di Walter Veltroni) sono destinate a maturare, e forse a riaprire all’interno del Partito Democratico nuove contraddizioni, nuovi confronti e una nuova dialettica politica. I primi segnali, per altro si sono manifestati fin dall’inizio della legislatura. Fuori da ogni tentazione “entrista” o subalterna, questa possibile nuova dialettica non potrà non interessarci da vicino, poiché non solo potrebbe riaprire varchi in un quadro politico apparentemente chiuso, ma potrebbe anche favorire la rimessa in causa dell’impianto del “riformismo” neocentrista a vocazione maggioritaria.”

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Ma le difficoltà del “veltronismo” (che è ben altro e va oltre la leadership di Veltroni), stanno soprattutto nell’assenza e, per il momento, nell’evidente rinuncia a una strategia di opposizione tale da rimettere in gioco i rapporti di forza nel Paese e da riguadagnare consenso con una proposta politica che contrasti le ricette della destra sulle grandi questioni che affannano la società. In questo contesto non tarderanno certo ad emergere nel Pd nuove contraddizioni e nuovi confronti, sotterranei o espliciti, come già sta avvenendo fin dall’inizio della legislatura. Ma la dialettica politica che ne potrà derivare, compresi gli eventuali tentativi di riaprire il confronto a sinistra, sarà frutto soprattutto di una sorda competizione interna e produrrà verso l’esterno soltanto stratagemmi di piccolo cabotaggio, utili anche a tenere sotto controllo il vasto mondo di sinistra rimasto senza rappresentanza parlamentare o malamente rappresentato da quel “voto utile” che in molti anche di sinistra hanno dato al Pd. In questo quadro politico, per il momento congelato dalla disfatta elettorale, l’eccesso di attenzione da parte della sinistra alla riapertura di varchi attraverso queste o altre manovre della leadership veltroniana avrebbe solo l’effetto di far perdurare il “nostro” congelamento e di ritardare l’avvio di un percorso unitario della sinistra che metta al centro quella che è oggi per noi la questione centrale della politica: come fare opposizione a una destra che ha vinto nel cuore e nella testa della società, come rimettere insieme dimensione sociale e dimensione politica della nostra proposta. Anche l’eventuale rimessa in causa dell’impianto del “riformismo” neocentrista a vocazione maggioritaria del Pd dipenderà, va detto con chiarezza, dalle politiche di opposizione che il vertice veltroniano sarà capace di mettere in atto. Una prospettiva di questo genere, laddove si avviasse, dovrebbe ovviamente interessarci, dal momento gli effetti potrebbero riguardare positivamente le sorti complessive del nostro Paese e toccare lo stesso ruolo della sinistra, chiamata a misurarsi con un contesto diverso da quello attuale.

Elettra Deiana, Rita Corneli, Linda Santilli, Feancesca Foti, Daniela Santroni

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