Intifada n.1: Dimmi almeno un motivo per votare Rutelli

Un’amica, una di quelle attente alla politica e sempre disponibile a “dare una mano” alla sinistra, in particolare, in tutti questi anni, a Rifondazione comunista, giorni fa mi ha apostrofata all’improvviso, senza tanti giri di parole. “Dimmi un motivo, uno solo, per cui alle comunali dovrei votare Rutelli”.
Durava da almeno mezz’ora in casa mia uno scambio burrascoso di opinioni. Doveva essere un incontro amicale e invece era diventata l’occasione per i presenti e soprattutto le presenti di dire il proprio disappunto, esprimere le proprie critiche alle scelte romane della Sinistra Arcobaleno. I più, si capiva, alla fine non avrebbero fatto mancare il proprio voto ma era come se mancasse il senso politico di quella scelta che poi, obtorto collo, sapevano di dover o voler fare.
Io fino a quel momento mi ero tenuta fuori dalla discussione. Anche per me votare Rutelli non è una passeggiata. In certe occasioni ho come la sensazione di ritornare al punto di partenza, in un gioco dell’Oca che consuma energie, entusiasmi, prospettive. La candidatura di Rutelli a sindaco di Roma è stata una di queste occasioni. Il partito del mattone, il rutelliano invito all’astensione in occasione del referendum sulla legge 40, come indicato all’Italia dall’insopportabile cardinal Ruini, l’ostilità alle unioni civili, al registro anagrafico a Roma.
“Dimmi un motivo, uno solo” ha incalzato quell’amica ostile.
E’ perché scommetto sulla sinistra, che oggi si cimenta a Roma nell’alleanza con Rutelli ma, nelle politiche, in una scelta di piena autonomia, e so quanto è sconnesso, difficile e contraddittorio il percorso della politica, quali scelte difficili comporti la scelta fondamentale di restare sinistra senza farsi ridurre a pura testimonianza, come oggi vorrebbe Veltroni e ovviamente vorrebbe lo stesso Rutelli.
“Una ragione tutta politicista” ha ribattuto acida l’amica.
No, tutta politica. Perché se scommetto, come scommetto, su una “sinistra sinistra” borderline, di confine, capace di non farsi fagocitare dai meccanismi del potere, voglio anche che la sinistra sappia esercitarsi a fare delle istituzioni democratiche – di quello che ne rimane – un luogo in cui i rapporti di forza possono essere modificati, mentre cerca di costruire nuovi rapporti, nuovi orizzonti fuori dai palazzi e tenta di rinnovare i legami tra la sinistra sociale e la sinistra politica. Scommetto su una sinistra politicamente competitiva sulle e per le cose che ne fanno una forza politica alternativa, e penso che una sinistra così non debba arrendersi, debba provarci e riprovarci. Provarci e riprovarci. Il governo locale non è proprio la stessa cosa di quello nazionale, anche se non sono rose e fiori. A Roma bisogna tentare di rimettere a valore quello che la sinistra ha già fatto partecipando al governo della città, oggi ovviamente con più forza, chiarezza, determinazione – spirito di conflitto – di quanto sia successo fino a ieri. Ma senza lasciare campo libero a Rutelli, senza farci mettere nel ghetto delle residualità.
Se non fossi convinta di queste ragioni politiche, ho aggiunto, anch’io non avrei proprio nessun motivo per votare Rutelli sindaco.

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9 Responses to Intifada n.1: Dimmi almeno un motivo per votare Rutelli

  1. Belle parole, ma passiamo ai fatti. Non credo che Rutelli passi al primo turno e prima del ballottaggio si può utilizzare il voto disgiunto…

  2. Avatar nunzia s.
    nunzia s. says:

    Votare Rutelli, soprattutto per una donna, per una femminista, è una prova durissima. Tante non se la sentono, dicono che è veramente troppo. Altre per le ragioni espresse da Elettra Deiana lo voteranno.
    Sono rimasta assai stupita dalle dichiarazioni di Sentinelli (intervista sul Manifesto di alcuni giorni fa) che valorizza addirittura l’operato di Rutelli nel corso della sua amministrazione.
    Sono anche perplessa quando qualcuno adduce come ragione fondamentale per votare Rutelli il fatto che se non dovesse passare al primo turno c’è il rischio che poi decida, al secondo turno, di apparentarsi con altre forze e non con l’arcobaleno. Sono due approcci che mi convincerebbero, semmai ce ne fosse bisogno, a non votarlo nè al primo nè al secondo turno.
    Per convincere a votare rutelli (almeno al secondo turno) io non so che cosa si può fare ma so di certo che cosa non si può fare!
    Più onesto sarebbe dire che più di sempre dovremo tapparci occhi, naso, bocca, in nome di una estrema assunzione di responsabilità politica che spero porterà a qualche cosa di buono. ciao

  3. Avatar Rossana
    Rossana says:

    Ho da sempre votato Rifondazione, in tutte le campagne elettorali che ci sono state, ma stavolta, ahimè, per le comunali proprio non ci riesco. Il mio voto a Rutelli?Non se ne parla proprio. Sono romana, e abito in periferia. E di quella Lui si è sempre scordato. Ed in più, mi rifiuto di dare il mio voto ad uno che in politica con me non ha niente in comune: idee, valori e progetti sono a dir poco antitetici. Che ne sa Lui di pluralità, femminismo, di come a Roma la destra neo-fascista sia ormai un problema, per noi che non siamo più liberi di circolare se abbiamo i rasta o vestiamo troppo “trasandato”? Di come la gente prenda bastonate in testa per questo?E anche se lo sa, cosa gli interessa poi?Dai loro bei quartieri signorili, come si può capire questa città?

  4. Avatar allegra
    allegra says:

    Anche io come Rossana ho sempre votato il Prc, ma questa volta alle comunali o mi astengo o opterò per il voto disgiunto: voto grillini come sindaco e una compagna nelle liste di Rifondazione. Penso che la scelta della Sinistra Arcobaleno di fare un accordo con Rutelli sia un suicidio politico. Perché? Rutelli è colui che rappresenta più di tutti il patto di ferro tra la politica e il Vaticano, e cioè il simbolo di una politica subalterna al fondamentalismo cattolico che vuole la negazione delle libertà e dei diritti delle donne, dei gay, delle lesbiche e delle/dei trans. Pensare che questo sia un fatto secondario la dice lunga su quanto la Sinistra sia ancora legata alle vecchie categorie (vale solo la lotta di classe). Ma anche stando alle letture marxiane (che comunque ci sono care) chi può dire che Rutelli non sia uno dei più forti sostenitori del neo liberismo? Non basta dire che anche Grillini lo è, perché in confronto a Rutelli è un Che Guevara dei nostri giorni. Ecco, perché il suicidio: per paura di perdere rischiamo di venderci l’anima e di sparire anche dal punto di vista del consenso. Senza contare quanto il voto romano pesi sui destini nazionali. Ho letto su liberazione le risposte di Sentinelli e di Smeriglio a Luxuria che appoggia Grillini, non mi hanno convinta per nulla. Aspetto ancora un buon motivo per non disertare le urne

  5. Rutelli…rutelli.
    Quale candidato più stantio e vetusto per la piazza romana e per il nostro panorama politico locale.
    Devo dire che accettare un candidato cattolico in una città in cui da pochi mesi è stato bocciato il registro delle unioni civili è un boccono piuttosto amaro da ingollare.
    In più l’uomo del PD sarà la longa manus del pacchetto industriali (leggi Ater – palazzinari) sostenitori del modello roma.
    Perchè votare il “sor” Francesco Rutelli, l’uomo del sottopasseggetto ai tempi del Giubileo? Perchè chi si troverà davanti all’urna elettorale il 13 e il 14 aprile avrà un’unica scelta da fare, visto che la coalizione che si presenterà con Rutelli, sarà quella della sinistra arcobaleno.

  6. Avatar lucia
    lucia says:

    Seguo da alcuni giorni con interesse il tuo blog. la domanda su cui ci chiedi di intervenire è complessa, perchè non è facile trovare una ragione per votare Rutelli, che è l’emblema del moderatismo, del consociativismo,e chi più ne ha più ne metta. La radicalità delle tue posizioni politiche mi è nota e la apprezzo molto. sei una delle poche voci che si possono sentire da un pò di tempo a questa parte. Immagino che concordi in pieno con chi mostra perplessità a votare per Rutelli.perplessità a dir poco. Quindi non aggiungo nulla perchè altri interventi prima di me hanno spiegato alcune delle ragioni per cui chi è di sinistra o non lo voterà, oppure lo voterà tappandosi il naso.
    Ciò che mi demoralizza è verificare quando sia inconsistente il progetto dell’arcobaleno che non ci porterà da nessuna parte. Si va verso posizioni che saranno assai moderate. Si va purtroppo verso il peggio, perfino rispetto a rifondazione comunista, dove milito da soli due anni pur non essendo una comunista. Ma il prc è stato sempre un partito strano, anomalo, almeno questo mi è sembrato, cioè ha provato a fare una ricerca interessante. Oggi si sta tornando indietro in modo evidente, si proclma di voler andare avanti facendo passi in fretta perchè tutto appare inadeguato e ristretto, angusto e superato, inefficace e sensa più senso, invece si va indietro. I toni di Bertinotti oggi, e quelli di Vendola domani, mi mettono i brividi. leaderismo allo stato puro, sete di potere, rampantismo, fino ad adesso la sinistra dell’arcobaleno esprime solo questo. Io non aderirò e non voterò per Rutelli per questa semplice ragione. Avrei votato Rutelli solo se avessi creduto almeno un pò a questo progetto, ma esso parte malissimo. Parte troppo male. Altro che crisi della politica!
    Si fa un salto indietro non in avanti.
    Evidentemente la deriva è lo sbocco inevitabile di questo tempo? E’ così?
    Come ci si può entusiasmare per la sinistra dell’arcobaleno?
    Scusa il pessismo e buona campagna elettorale. con stima sincera. Lucia

  7. Avatar Termentina
    Termentina says:

    No, Rutelli no. In centro come in periferia la sensazione è che le istituzioni stanno dalla parte dei prepotenti. La cultura sociale egemone premia l’arroganza. Non sarà Rutelli a modificare questo “sentire comune”.

  8. So bene che la decisione di non votare Rutelli, di non votarlo al primo turno o di non votarlo per niente, ha ragioni solide e validissime. Anche per me, l’ho scritto, non è rose e fiori dare il mio voto. Il voto disgiunto vuole essere un segnale, cara Rosa? Far emergere un punto di vista critico, che obblighi la Sinistra Arcobaleno o chi per lei a una più attenta considerazione delle scelte elettorali, a un più articolato e complesso rapporto col suo mondo di riferimento? Vorrei che una pratica di questo genere – conflittuale e dialettica – da parte della Sinistra con chi guarda ancora a sinistra diventasse dato permanente, obbligo costituente di un altro modo di fare politica e di “essere sinistra”. Linfa di rinnovamento autentico, al di là delle chiacchiere. Ma non è oggi nelle cose. Vogliamo provarci? Aprire una discussione sul problema Rutelli è per me anche un modo per rendere evidente questa necessità perché altrimenti non c’è proprio né futuro né soprattutto ragione per una sinistra degna di questo nome. Sono d’accordo con te, cara Nunzia, su un punto essenziale: bisogna fare i conti con la realtà, dire le cose come stanno, non camuffarle. Assumersi tutte le responsabilità per intero, anche quando sono su cose che fanno problema. Il rischio di una scelta di alleanza diversa da parte di Rutelli in caso ballottaggio è un argomento, hai proprio ragione cara Nunzia, che mette a nudo la lontananza tra le ragioni di Rutelli e quelle della Sinistra Arcobaleno e il carattere prevalentemente strumentale che ha guidato la scelta del futuro sindaco e che potrà essere soverchiante e paralizzante per noi se non viene contrastato da subito. L’unico modo è per me cercare di rafforzare la sinistra, caro Lanfranco. Il voto è un atto di libertà, in un Paese come il nostro dove ancora vige quella straordinaria Costituzione che abbiamo. Non c’è una scelta a senso unico. Anche il voto disgiunto ha un senso ma per me non ha quello che oggi giudico prevalente: far emergere una sinistra che riscommette su “essere sinistra”. Rossana e Allegra sottolineano gli aspetti più negativi del “pacchetto” Rutelli. Tutto vero, temo. So però che la sinistra, nei municipi, sul territorio, in alcune occasioni cruciali, ha segnato il volto della città, ha lascito un segno, costruito delle relazioni importanti, dato spazio a esperienze sociali, soggetti, istanze di lotta e di cambiamenti. In modo inadeguato, sicuramente. Bisogna fare di più. Provarci e riprovarci. Per questo serve il voto. E dobbiamo dirlo con chiarezza, senza fraintendimenti. Occorre una sinistra competitiva con il centro-centrosinistra (dovremmo chiamarlo così) per non essere omologati e fagocitati ma anche per non essere ridotti alla pura testimonianza. Cara Lucia, non mettiamo fine a noi stesse. So bene che corriamo il rischio di un blob ma è quello che ci passa questa difficile epoca storica così avara di autentico pensiero critico e di autentica voglia politica di cambiamento.

  9. Avatar Giusi Ambrosio
    Giusi Ambrosio says:

    Care tutte e tutti, intervengo aul quesito una buona ragione per votare Rutelli:
    Ormai molto spesso accade di dover votare di necessità; non pare che ci siano possibilità concrete per esprimere un voto che abbia un senso di forte spinta all’innovazione culturale e politica.E diviene una necessità dare un voto “conservatore” quando il rischio che ormai da tempo si corre e ripropone nel nostro paese e nella nostra città è quello di una destra, che nei suoi diversi personaggi esprime logiche e politiche eversive rispetto alle regole della legalità e della democrazia.
    La democrazia poi richiede anche un’attenzione ai numeri, un’adesione alle situazioni concrete e una misura delle forze e delle possibilità per iniziative reali di organizzazione del consenso su altre basi, altri obiettivi, e per il coinvolgimento attivo di donne e di uomini.A parte queste considerazioni che meriterebbero un tempo maggiore, credo come Patrizia Sentinelli che Francesco Rutelli sia stato un buon amministratore e che abbia svolto con impegno il suo compito di Sindaco.Ma se questo motivo-giudizio sull’operato non fosse condiviso, non credo che si possa sottovalutare cosa avrebbe significato per la Città, prima una vittoria di Fini e ora di Alemanno.
    Indubbiamente sono inguaribile nel ritenere che fascismo e razzismo costituiscono ancora le peggiori forme della negazione dei diritti e delle libertà per donne e uomini.
    Un caro saluto Giusi Ambrosio