Elettra Deiana: «Ecco perché quella lettera» «Senza le donne la Sinistra manca di prospettiva»

Intervista rilasciata a Liberazione del 16 marzo 2008

di Castalda Musacchio

«Senza le donne la Sinistra manca di prospettiva». Elettra Deiana, una delle firmatarie della lettera aperta ai dirigenti della Sinistra (redatta dopo un percorso elaborato da una rete di associazioni, movimenti da esponenti politiche della Sinistra, ndr) non manca di rimarcare quanto «la questione femminile oggi torni prepotentemente sulla scena». E con questa resta ferma la critica «ad un eccessivo protagonismo maschile» con cui «soprattutto la Sinistra si deve misurare».

Elettra, insieme ad altre donne, avete inviato una lettera aperta ai dirigenti della Sinistra. Una lettera che contiene numerose critiche…
Sì, è una lettera critica ma che vuole essere soprattutto costruttiva. Critica perché rileva delle profonde inadeguatezze nel modo in cui si è proceduto complessivamente alla predisposizione delle liste. Nella nostra lettera abbiamo messo in evidenza come certamente un certo sforzo sia stato fatto, che ha anche portato a risultati apprezzabili, ma abbiamo anche rivelato come rispetto alle grandi questioni sollevate dal femminismo e dalle donne questo sembra rappresentare solo una specie di concessione. Questa è la nostra critica. La Sinistra secondo noi si deve necessariamente misurare con la critica femminista del maschile, oppure è destinata ad avere poco spazio e a riproporre solo vecchi schemi. Oggi continua a prevalere l’idea che il femminismo “faccia tendenza” e non prevale invece quel riposizionamento critico che chiediamo. In questo senso c’è ancora molto lavoro da fare. Naturalmente teniamo conto anche dei limiti rappresentati da questo difficile contesto politico. Ma sappiamo anche che spesso proprio quest’ultimo viene invocato per coprire deficit antichi e non assunzioni di responsabilità dell’oggi.

Per esempio?
Per esempio sulla questione dell’accesso ai media, al di là della critica sulla sottrazione di spazi complessivi alla Sinistra, diciamo anche: che cosa si fa per impedire che questi spazi residuali non siano solo appannaggio di uomini? Quando si giocano partite di questo genere spesso le difficoltà vengono invocate per coprire tutto. E quindi insomma la nostra lettera intende essere uno strumento per mantenere alta l’attenzione su una grande questione di democrazia.

Questione che è tornata al centro del dibattito politico…
Sul corpo delle donne, sulla sessualità, su tutti i temi cosiddetti “eticamente sensibili” oggi si gioca una partita politica fondamentale. E questi sono temi politici che fanno parte di meccanismi di imposizioni di controllo dei corpi e delle vite e dell’intera società. Contro quest’ordine che si vuole restaurare, basti pensare al papa e a Ferrara e a tutti i teodem e ai teocon del Pd, c’è bisogno della soggettività delle donne. Invece pesa un protagonismo politico tutto maschile anche a Sinistra.

Eppure, dopo l’ultima manifestazione che ha portato in piazza più di centomila donne, la soggettività femminile è di nuovo prepotentemente sulla scena…
Penso proprio che questo sia l’aspetto più importante da sottolineare. C’è una reazione femminile significativa che ha messo in movimento una nuova soggettività diffusa capace di prendere iniziative e di segnare la scena pubblica con una forza assolutamente nuova e giovane. Da questo punto di vista quella che noi chiamavamo “la rivoluzione più lunga” non solo ha lasciato sedimenti sul piano dei rapporti tra donne e uomini ma anche segni di memoria e di esperienza che le nuove generazioni fortunatamente hanno fatto proprie. E’ da qui che occorre ripartire. E’ per questo che la Sinistra, sia sulle grandi prospettive di emancipazione e di liberazione sia sul piano delle risposte immediate, non può fare a meno del protagonismo delle donne.

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