Rottamazione di essere umani

Il respingimento verso la Libia dei migranti raccolti in mare davanti a Lampedusa è il degno corollario dell’escalation razzista dell’attuale maggioranza parlamentare, del governo Berlusconi nel suo complesso, di molti ministri in carica e del responsabile del Viminale in maniera particolare. Maroni, che è ministro di una Repubblica che non ha più niente a che fare con la Costituzione, con il diritto, con la sua tradizione di terra accogliente e solidale. Maroni ministro? C’è da piangere. Soprattutto, e davanti a tutto, lui è tra i capi politici delle camicie verdi e ideologo delle ronde padaniche e veicolo in Parlamento e a Palazzo Chigi dell’ideologia reazionaria della Lega. Come nei momenti peggiori della storia nazionale, quando gli dei ottenebrano i cuori e le menti, anche in questa occasione la reazione a quanto è successo ai migranti è quasi inesistente. L’adattamento alla temperie dominante è alle stelle. Le vicende boccaccesche di Berlusconi riempiono la scena mediatica e distraggono l’attenzione. Che cosa c’è di più intrigante che civettare con i vizi e gli stavizi del capo, dell’imperatore, come la signora Lario ha definito il coniuge? Siamo finalmente arrivati al fondo del barile dell’italica indecenza? No, siamone certi. Maroni e i suoi padanici in camicia verde hanno imboccato una strada in discesa e, finché sarà loro consentito dagli altri affiliati della maggioranza e da un’opposizione che non c’è più, continueranno nella rapina dei diritti, della Costituzione, della civiltà. Il respingimento verso la Libia di 227 esseri umani, trattati come scarti da rottamare, assomiglia a una rendition collettiva, è l’indecente consegna di donne e uomii, colpevoli di niente, se non di fuggire dalla fame, dalla povertà, dalla guerra, a un probabile destino di carcere a vita. La Libia, come prassi del suo sistema giudiziario, usa la detenzione senza limiti di tempo per gli immigrati. Per questo a Maroni non par vero di parlare di “risultato storico” e annunciare che dal 14 maggio, in base agli accordi con la Libia, partirà la sorveglianza congiunta delle coste africane affidata a quattro motovedette donate allo scopo dall’Italia alla Libia. L’Italia fornirà anche un radar satellitare per il controllo delle coste. Meglio di così, che si può fare? Si può si può, starnazza il leghista di turno: a Milano vagoni della metropolitana solo per i milanesi. E ancora ne sentiremo di cotte e di crude. Maroni e il governo violano le Convenzioni (in particolare quella di Ginevra che il nostro Paese ha firmato e la Libia, guarda caso, no), tradiscono la Costituzione, oltraggiano l’Italia, uccidono qualsiasi elementare sentimento di umanità. Anche quel minimo necessario e imprescindibile che possa costituire la base comune di una società. Homo homini lupus, dicevano i romani. Lupi? Meglio squali. C’è solo da augurarsi e lavorare politicamente con grande determinazione affinché il Parlamento europeo adotti un’esemplare risoluzione di condanna dell’Italia e la Corte europea sospenda i provvedimenti di respingimento. Tutto che arrivino, in quel Parlamento, donne e uomini di sinistra, di civiltà, di buon cuore.

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