Donne: “Di scienza e d’intelletto” Sempre di passione

Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la scienza, compie cent’anni nell’aprile di quest’anno. Continua indefessamente la sua attività di scienziata e spiega che il merito di tutto sta nella “plasticità neuronale”. Il che significa che il cervello umano, se non intervengono malattie come l’Alzheimer, ha la capacità di supplire via via alla sparizione di neuroni cercando circuiti alternativi. Così dice lei e c’è da crederle. Levi Montalcini va ogni giorno in laboratorio, ha da poco pubblicato un libro biografico intitolato “La clessidra della vita”, ha in cantiere progetti per aiutare le donne africane. Suo padre, racconta in un intervista raccolta da Cristina Mochi sul primo “Venerdì di Repubblica” di quest’anno, non gradiva che le sue figlie (le femmine) si dedicassero agli studi. Lei non tenne in nessun conto quel non gradimento e andò avanti. Sfata le facili teorizzazioni sulla natura genetica dell’intelligenza. Non è del tutto programmata alla nascita, dice, e le donne valgono esattamente quanto gli uomini, anzi sono dotate di una maggiore flessibilità cerebrale. Sono state tenute lontane, nel corso della storia, dall’istruzione ma quando cominciano è tutta un’altra storia. Porta l’esempio delle donne matematiche russe: tante e con capacità straordinarie che prevalgono – sottolinea la scienziata – anche su quelle degli uomini. Insieme alla sua assistente (da quarant’anni) Giuseppina Tripodi, Levi Montalcini ha appena finito di scrivere un libro emblematicamente intitolato “Le tue antenate. Donne pioniere nella società e nella scienza dall’antichità ai giorni nostri” Un omaggio anche a Ipazia, vissuta nel quarto secolo, considerata la più famosa scienziata dell’antichità, che monaci fanatici, su ordine del vescovo Cirillo, uccisero in Alessandria, straziandola con l’accecamento e il fuoco.

 

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