Fertility Day, ovvero il fantasma dell’appartenenza bianca inepoca di crisi

Ho partecipato,questa mattina, al chiassoso e ben riuscito presidio che gruppi e associazioni di giovani, ragazze e ragazzi, hanno organizzato in prossimità del palazzo che ospitava il convegno intitolato all’obbrobrioso Fertility Day. C’erano anche alcuni parlamentari di Sinistra italiana, che voglio nominare – Celeste Costantino, Giovanni Paglia e Arturo Scotto, che è anche il capogruppo – perché soltanto da quella parte politica sono state pronunciate parole molto critiche nei confronti della ministra e sono stati compiuti alcuni passaggi istituzionali, soprattutto una mozione di biasimo, subito depositata, perché per la richiesta di dimissioni SI non ha firme sufficienti. La vicenda del Fertility day deve diventare almeno materia di una seria discussione parlamentare, se non ci saranno altri parlamentari che vogliano condividere una mozione di sfiducia con Sinistra italiana. L’ “oltre ogni decenza”, che ha caratterizzato l’iniziativa di Lorenzin sull’intera faccenda, non può passare sotto silenzio e lo stesso capo del governo dovrebbe essere chiamato a renderne conto e anche rendere conto di suo, di quel totale far finta di niente che lo ha caratterizzato, continuando a tenersi un personaggio così connotato al governo. E’ una pratica ormai consolidata con il raggruppamento di Angelino Alfano, l’indispensabile stampella del governo.

Soprattutto nella fase di confronto referendario – con lo stesso Renzi e i sostenitori del “si” che sostengono che la riforma non lede i principi fondamentali della Carta – c’è qualcosa da mettere in chiaro e di cui chiedere conto a Renzi, oltre che a Lorenzin. La riforma, lo sappiamo, depotenzia fino all’ esaurimento quei principi, e molto è stato detto per dimostrarlo. Ma ora Renzi, con la ministra al seguito, è in patente contraddizione con se stesso, visto che tutta la grancassa pubblicitaria sul giorno della fertilità è fondata sulla discriminazione tra i buoni e i”cattivi”, “compagni” per giunta – anche la scelta di questa parola dice molto – e su un’idea neanche tanto nascosta di funzione etica dello Stato. Tutto questo viola proprio i principi fondamentali della prima parte della Costituzione. Bisogna mettere questo aspetto al centro, chiarire la scia velenosa che certi messaggi contengono. Messaggi che, se non contrastati a fondo e decisamente, abituano a banalizzare tutto, facilitando il fatto che l’opinione pubblica conviva con la continua erosione del senso profondo degli stessi principi costituzionali.

Tutta la vicenda non è ovviamente frutto di noncuranza, distrazione, incompetenza della ministra o del suo staff. Come Lorenzin, con notevole faccia tosta, invece ribadisce. Niente succede per caso, soprattutto in casi come questo. Basta leggere il curriculum vitae della consulente della ministra per i temi eticamente sensibili, Assuntina Morresi, che ha un blog intitolato “Stracristiano” ed è legata ai settori più integralisti del mondo cattolico. La sua consulenza non a caso si ispira a un rigoroso non licet per tutte le forme di affermazione soggettiva delle donne rispetto al proprio corpo: dall’aborto a tutto. Basta la sacra famiglia rigorosamente “naturale”.

Viviamo una pericolosa transizione della storia occidentale, che ogni giorno, per le ragioni che sappiamo, e per la forza moltiplicativa che esse hanno, si affolla dei fantasmi del nostro passato. Così torna il richiamo all’ossessione identitaria, tornano le suggestioni e i richiami della xeno fobia e dell’odio del diverso da sé. E’ questa l’anima nera di quella crisi esistenziale dell’Europa di cui ha parlato il presidente della Commissione Juncker, nel suo ultimo, inutile discorso sullo stato dell’Unione. Inutile perché infiocchettato di promesse che non saranno mai mantenute e nessuna svolta positiva avrà luogo se altro non interverrà a cambiare le cose. Frontiere chiuse per non far passare profughi e migranti, ansia securitaria, paura che la stirpe di appartenenza e il “nostri” valori vengano messi sotto scacco dagli invasori o perdano la loro autenticità. Il tutto mentre cresce un razzismo bianco sempre più dichiarato e teorizzato, che la frustrazione dei settori più deboli della società, quelli più ferocemente colpiti dalle politiche di austerità, rende potenzialmente esplosivo. L’aggressività nazionalistica in fasi come quella che viviamo è un tutt’uno con la stessa storia dell’Europa novecentesca, prima della finestra democratica che si aprì con la fine della seconda guerra mondiale, e che oggi appare in via di deperimento. Di questo parlano i successi delle formazioni politiche di estrema destra in giro per l’Europa. Per questo non è il caso di permettere che il Fertility day passi come un incidente di percorso di una ministra distratta o che tutto venga deviato soltanto o soprattutto sulla per altro sacrosanta richiesta di asili e altro. E’ il pretendere di dettare regole e stili di vita, è il simbolico del materiale iconografico,è il rifiuto di considerare la presenza di uomini e donne immigrate come una ricchezza è il richiamo sotterraneo che tutto questo comporta: qui sta il punto vero dell’intera faccenda.

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