Elettra Deiana, PRC ai microfoni di irispress su violenza e ddl prostituzione

Era tra le tante auto – organizzate che hanno partecipato alla manifestazione contro la violenza maschile sulle donne, a Roma sabato scorso. Fra gli striscioni e i primi cori in attesa della partenza del corteo. Perché “scendere in piazza” per Elettra Deiana è un “segno di soggettività politica e culturale delle donne”.
UNA DONNA “DI PARTITO” COSA CI FA AD UNA MANIFESTAZIONE DI DONNE AUTO – ORGANIZZATE?
Sono prima di tutto una femminista oltre ad essere una donna in politica. Quello di oggi è il richiamo ad una manifestazione che c’è stata l’anno scorso. E’ un appuntamento importante in un momento in cui ci sono state tante cose: le elezioni, il nuovo Governo, la crisi economica… insomma le cose non positive che stanno succedendo.
PERCHE’ IN PIAZZA OGGI CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE?
E’ calato il silenzio piú totale su una realtà: ovvero sui rapporti tra donne e uomini che continuano ad essere segnati dalla violenza contro le donne. Violenza fisica, ma anche quella che segna i rapporti tra i sessi nella vita privata e in quella pubblica: perché le donne continuano ad essere discriminate. E’ un segno di soggettività politica culturale che le donne manifestano attraverso questa pratica dello scendere in piazza.
DALLA PIAZZA ANCHE CRITICHE AI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO IN MATERIA DI PROSTITUZIONE…
Questo governo porta avanti un programma che non esito a definire reazionario: le donne sono messe al centro di politiche familistiche e viene negata tutta una storia di conquiste e diritti. Si mette in discussione tutto. C’è una concezione delle istituzione pubbliche come quelle che possono controllare la vita delle persone. E’ chiaro che tutto quello che è stato fatto sul piano dei diritti, viene fortemente represso, sminuito, ghettizzato, criminalizzato.
A 60 ANNI DALLA LEGGE MERLIN, IL DDL CARFAGNA E’ TESO A MODIFICARLA. QUAL E’ IL SUO PARERE SU QUESTO PROVVEDIMENTO?
Si modifica la Merlin in maniera negativa. Si affronta la questione della prostituzione negando quello che le prostitute consapevoli hanno affermato: ovvero che c’è una dimensione di libertà nell’esercizio della prostituzione. Con le donne che la esercitano in queste condizioni, vanno fatti i conti in maniera completamente diversa dai casi di sfruttamento, racket, schiavizzazione. Questo passo, questa chiarificazione della differenza, viene annullata. Cala il martello pneumatico della criminalizzazione. C’è un vento oscurantista. Credo che molto di tutto questo è propaganda. Fanno operazioni di immagine ma non risolvono sostanzialmente i problemi. Quello che passa è un messaggio di controllo sociale.
CREDE CHE SI ARRIVERA’ ALLA LEGALIZZAZIONE DELLA PROSTITUZIONE ATTRAVERSO L’ISTITUZIONE DELLE CASE CHIUSE?
Non credo si possa arrivare alle case chiuse. Perché le case chiuse impongono un ruolo attivo dello stato e non mi sembra un’ipotesi che si potrà verificare. Certo i segnali sono fortemente negativi.

Titty Santoriello Maria Russo

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