• Category Archives Intifada
  • La gru, i migranti, noi

    Il vice sindaco di Brescia più o meno ha detto così: lasciateli là senza cibo. Alla fine vedrete che scenderanno. Parlava dei migranti, quei sei che si sono arrampicati sulla gru del cantiere della metropolitana per protesta contro la legge che li discrimina e li imbroglia, cioè la sanatoria che non sana nulla e lascia sul campo diritti e vite senza futuro. Si sono chiesti loro i soldi per regolarizzarli ma poi a distanza di un anno, le loro domande sono state respinte e non gli sono stati nemmeno restituiti i soldi. Continue reading  Post ID 240

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  • Tutto del premier lascia di stucco.

    Linguaggio, scelte lessicali, allusioni e ammiccamenti: tutto del premier lascia di stucco. Sempre, appena apre bocca, con reazione subitanea e istintiva, il Silvio nazionale si dimentica di essere un capo di governo, non un qualsiasi elettore, con un carico di obblighi e doveri che dovrebbe contare molto più di quello dei diritti e dei privilegi, dei salvacondotti e delle immunità che continuamente invoca. Continue reading  Post ID 207

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  • Una gamba o più gambe? E su quale, se qualcuno pensa che ce ne siano molte, puntiamo? Per aggiungerla o per sbaragliare le altre?

    Abbiamo capito, con colpevole ritardo, soprattutto da parte di alcuni che si sono assunti un ruolo di responsabilità nel nostro percorso,che la sinistra non si ricostruisce per prevalente via di tattiche e alleanze elettorali. Almeno in Italia, in questa fase politica. E’ inutile appellarsi ad altre esperienze che per altro hanno alle spalle una lunga incubazione. Né una “Sinistra” punto e basta, si costruisce, né quella nella veste che abbiamo disegnato di “Sinistra e Libertà”, con aggiunta, per far quadrare le tattiche elettorali – perché soltanto di questo si è trattato – di “Ecologia”. Continue reading  Post ID 205

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  • Silenzio di guerra

    Sul minuto di silenzio nelle scuole la penso come Simonetta Salacone. Il tema della guerra in Afghanistan suscita sentimenti diversi e contrastanti. Come è inevitabile che sia. Bisognerebbe interrogarli e interrogarsi su questi sentimenti, ora che Sinistra e Libertà vuole affrontare i temi programmatici e di profilo culturale. Continue reading  Post ID 195

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  • Conflitto di libertà e appuntamento del 19 settembre

    Berlusconi è al declino? Forse un dio ci aiuterà. Nel frattempo lui, il premier, mena fendenti e di questo dobbiamo seriamente preoccuparci. E’ in atto un attacco senza precedenti alla libertà di stampa e di opinione pubblicamente espressa: libertà che è pilastro fondamentale delle libertà civili e fondamentale strumento di libertà politica, contro il dispotismo dei monopoli mediatici e le esercitazioni “di” e “da” regime autoritario che Silvio Berlusconi e i suoi stanno da tempo mettendo in pratica. Ben venga dunque la manifestazione indetta per il 19 settembre dalla Federazione nazionale della stampa. Ben vengano e si moltiplichino gli appelli, i messaggi, i richiami, i segnali dai luoghi pubblici e privati, i tam tam, gli appuntamenti, gli impegni di ogni tipo a far circolare la l’appuntamento. Ben venga tutto quello che concorrerà al pieno successo della manifestazione, a riempire strade e piazze, animare le reti, fissare qualche paletto contro la bulimica volontà di potenza del premier. Ma non sarà sufficiente. Continue reading  Post ID 191

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  • G8 al tramonto, tra nostrane messe in scene e incerti scenari globali

    Messa in scena di decoro istituzionale, per salvare, nelle nobili intenzioni del Presidente della Repubblica, la faccia del nostro sventurato Paese, messo sotto scacco dalle intemperanze del suo Primo ministro; artefatta regia di auto-rappresentazione – sotto specie di statista – del medesimo Primo ministro, per salvare la sua personalissima faccia dalla slavina dell’inestricabile intreccio tra vicenda personale e vicenda politica, vizi privati e pubbliche ostentazioni dei medesimi, che l’aveva poco prima tramortito e messo alla berlina sulla stampa internazionale: questo il target molto italiano, molto “nostranamente” italiano, del G8 a L’Aquila. Continue reading  Post ID 184

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  • Per tentare ancora a sinistra: il lato più desolante e quello più complicato

    Il lato più desolante è di non avere più luoghi politici in cui la priorità sia quella di “prendersi cura del mondo”, come direbbe Hannah Arendt, o mettere insieme il “che fare”, come direbbe Vladimir Ilich Lenin, o elaborare un piano di intervento politico, come direbbe la sinistra che non c’è più. O, semplicemente, decidere sei mesi di volantinaggio quotidiano e martellante, di iniziativa politica a vasto e articolato raggio, di invenzione di strumenti comunicativi e messaggi inchiodanti, in tutti i luoghi del territorio nazionale – territorio na-zio-na-le, come scelta politica di riconnessione territoriale, contro la disgregante etnicizzazione del territorio. Sei mesi: ma su un punto. Un punto solo, solo un punto. Uno di quelli “senza se e senza ma”, che fanno emergere con nettezza e scandalosamente, scan–da-lo-sa-men-te, un altro modo di guardare il mondo, di stare alle cose, di proporre vie d’uscita. Continue reading  Post ID 181

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  • Banalità del male nei territori del rancore

    Era una rom? Oppure una clochard, una poveraccia senza mezzi né tetto sotto cui rifugiarsi? Oppure una donna persa per i sentieri della vita, sola e borderline, con la disperazione nel cuore? Non si sa con certezza, non è stato raccontato nulla della sua esistenza, nella breve cronaca televisiva che ne ha parlato. Neanche il nome è stato detto, niente di lei. Continue reading  Post ID 179

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  • Rottamazione di essere umani

    Il respingimento verso la Libia dei migranti raccolti in mare davanti a Lampedusa è il degno corollario dell’escalation razzista dell’attuale maggioranza parlamentare, del governo Berlusconi nel suo complesso, di molti ministri in carica e del responsabile del Viminale in maniera particolare. Maroni, che è ministro di una Repubblica che non ha più niente a che fare con la Costituzione, con il diritto, con la sua tradizione di terra accogliente e solidale. Maroni ministro? C’è da piangere. Soprattutto, e davanti a tutto, lui è tra i capi politici delle camicie verdi e ideologo delle ronde padaniche e veicolo in Parlamento e a Palazzo Chigi dell’ideologia reazionaria della Lega. Come nei momenti peggiori della storia nazionale, quando gli dei ottenebrano i cuori e le menti, anche in questa occasione la reazione a quanto è successo ai migranti è quasi inesistente. L’adattamento alla temperie dominante è alle stelle. Le vicende boccaccesche di Berlusconi riempiono la scena mediatica e distraggono l’attenzione. Che cosa c’è di più intrigante che civettare con i vizi e gli stavizi del capo, dell’imperatore, come la signora Lario ha definito il coniuge? Siamo finalmente arrivati al fondo del barile dell’italica indecenza? No, siamone certi. Maroni e i suoi padanici in camicia verde hanno imboccato una strada in discesa e, finché sarà loro consentito dagli altri affiliati della maggioranza e da un’opposizione che non c’è più, continueranno nella rapina dei diritti, della Costituzione, della civiltà. Il respingimento verso la Libia di 227 esseri umani, trattati come scarti da rottamare, assomiglia a una rendition collettiva, è l’indecente consegna di donne e uomii, colpevoli di niente, se non di fuggire dalla fame, dalla povertà, dalla guerra, a un probabile destino di carcere a vita. La Libia, come prassi del suo sistema giudiziario, usa la detenzione senza limiti di tempo per gli immigrati. Per questo a Maroni non par vero di parlare di “risultato storico” e annunciare che dal 14 maggio, in base agli accordi con la Libia, partirà la sorveglianza congiunta delle coste africane affidata a quattro motovedette donate allo scopo dall’Italia alla Libia. L’Italia fornirà anche un radar satellitare per il controllo delle coste. Meglio di così, che si può fare? Si può si può, starnazza il leghista di turno: a Milano vagoni della metropolitana solo per i milanesi. E ancora ne sentiremo di cotte e di crude. Maroni e il governo violano le Convenzioni (in particolare quella di Ginevra che il nostro Paese ha firmato e la Libia, guarda caso, no), tradiscono la Costituzione, oltraggiano l’Italia, uccidono qualsiasi elementare sentimento di umanità. Anche quel minimo necessario e imprescindibile che possa costituire la base comune di una società. Homo homini lupus, dicevano i romani. Lupi? Meglio squali. C’è solo da augurarsi e lavorare politicamente con grande determinazione affinché il Parlamento europeo adotti un’esemplare risoluzione di condanna dell’Italia e la Corte europea sospenda i provvedimenti di respingimento. Tutto che arrivino, in quel Parlamento, donne e uomini di sinistra, di civiltà, di buon cuore.

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  • Questioni di donne e di uomini e il re Mida

    La politica oggi è un pot pourri di spettacolo, intimità domestica e gossip familiare, affari privati e pubblici interessi, set mediatici e palazzi romani “bivaccosi”. E tutto quello che ancora volete aggiungere, basta che non abbia nulla a che vedere con il senso di responsabilità pubblica e il bene comune, con il rispetto delle istituzioni e il limite della decenza. La signora Veronica Lario, Continue reading  Post ID 169

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